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Immigrati

Gli  immigrati? Una risorsa


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Il tema della presenza di comunità di immigrati e della loro integrazione è motivo di grande attenzione e di discussione non solo a livello nazionale, ma anche qui da noi.




Tra le iniziative di sensibilizzazione all’accoglienza, “Solo il razzismo è straniero” è quella che si svolgerà a Verbania il 28 febbraio e il 1 marzo.



Le caratteristiche della manifestazione ci vengono fornite da Chiara Colombo, responsabile dell’associazione “Tantevoci”.



Da chi è partita l’idea?



Dalla associazione che io rappresento  e dall’Unione degli studenti verbanesi. Abbiamo poi potuto contare sull’adesione di altre 18 associazioni che operano a Verbania.



L’obiettivo?



Ci proponiamo di contribuire ad una progressiva sensibilizzazione della cittadinanza sulla presenza degli stranieri nella nostra comunità.



In particolare, intendiamo far riflettere sull’importanza che gli immigrati, dai bambini nelle scuole ai lavoratori,  rivestono nella nostra società e sui vantaggi che essi arrecano al suo funzionamento, anche dal punto di vista economico.



La scelta delle date è casuale?



In realtà il Primo di marzo è il  giorno dello sciopero degli immigrati. L’idea è nata in Francia ed è stata poi ripresa anche in Italia. A Verbania non ci sarà lo sciopero, ma abbiamo preferito concentraci su una serie di eventi suddivisi su un giorno festivo e uno lavorativo.



Qual è la caratteristica delle vostre iniziative?



Domenica pomeriggio dalle 14 alle 18, in Piazza Ranzoni a Intra, trasmetteremo messaggi sui temi specifici  attraverso  diverse presenze e momenti di  animazione organizzati dalle varie associazioni che hanno aderito alla manifestazione.



Durante la giornata di lunedì, nelle scuole e nei luoghi di lavoro dove sono attivi i rappresentanti delle associazioni coinvolte, verrà letto il testo “Se questo è un uomo” composto da Adriano Sofri in occasione dei fatti di Rosarno;  la serata sarà invece dedicata a un confronto con l’autore rumeno Mihai Mircea Butcovan



Ce lo presenti?



Ama definirsi scrittore-poeta: “Quando c'è tempo- sostiene- faccio anche lo scrittore e, qualche volta, il poeta. A volte le due cose insieme”  È nato nel 1969 in Transilvania e dal 1991 vive a Sesto San Giovanni.



Lavora a Milano come educatore, si occupa del recupero dei tossicodipendenti e di interculturalità ed è anche giornalista.



Parecchie sono le opere pubblicate, ma voglio citare i romanzi “Allunaggio di un immigrato innamorato” e  “Di romeni, d'allegati e d'altri viaggiatori”,  le raccolte di poesie “Borgo Farfalla” e “Dal comunismo al consumismo” e anche alcuni racconti per ragazzi.



La sua sensibilità emerge da questi flash biografici che egli stesso ci riferisce:









Immagine 2“Sono cresciuto tra uomini e libri, boschi e montagne, tra fiumi e laghi, castelli e leggende. Da bambino mi piacevano i libri che finivano di leggere i miei fratelli. Mi piacevano le storie fantastiche. Mi piaceva anche giocare a pallone con gli amici. Ne avevo tanti, molti dei quali ungheresi. Quante cose abbiamo imparato gli uni dagli altri! E poi mi piaceva giocare a palla con la Luna. Ricordo le sere in cui, con la fantasia e col naso all'insu, la facevo rimbalzare sulle cime degli alberi e su qualche nuvola solitaria. E mi chiedevo se qualcuno lassu mi vedesse. piccolo come mi sentivo io, oppure grande come sognavo di diventare. Quando sono arrivato in Italia, a vent'anni, con la valigia piena di parole romene, ho cominciato ad aggiungere parole italiane. Quante ce ne stanno ancora! Oggi aiuto persone in difficoltà. E racconto storie. Alcune vere, altre di fantasia. Alcune sono storie dei Carpazi, storie di tutti, come la trilogia. Gioco con le parole. Qualche volta gioco ancora a pallone. Ma non ho mai smesso di giocare con la Luna.”


 




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