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riflessioni, informazioni e approfondimenti sulla realtà verbanese : La voce della città

Nèmm a faa ul bagn...

di Livio Serafini

Nèmm a faa ul bagn...
Immagine 1Non voglio scadere nel retorico con le solite frasi fatte, ma sicuramente non ci sono più le mezze stagioni, o fa freddo o fa caldo, e non mi addentrerò a disquisire sulle cause del muamento climatico dove le scuole di pensiero sono le più variegate, ma siccome fino all'altro ieri le temperature non erano molto generose e improvvisamente si scoppia dal caldo e il fisico, non essendosi gradatamente adattato alle nuove temperature ne risente in modo rilevante, ho deciso, anzi, a ben guardare mio nipote Filippo ha deciso di andare a cercare un po' di refrigerio al lago.
E qui sorge il problema...di prendere la macchina, trovare parcheggio e lasciarla arroventare sotto il sole non se ne parla nemmeno, quindi troviamo una spiaggia a Intra.
Dico subito, che per ragioni personali non frequento più l'Arena, al Cavallotti non esistono spiagge perchè il livello del lago è alto e poi, diciamocelo, ci sono due scarichi fognari....lasciamo perdere, quindi fiume San Bernardino.
Vi prego di credermi che dall'ultima in cui sono andato al fiume sono trascorsi 60 anni e, come ben potete immaginare, dopo aver sistemato il nipote e attrezzature varie(secchiello,paletta, formine che sono le cose che da generazioni i bambini usano a contatto con l'acqua)la memoria è tornata a quando si saltava da un sasso all'altro con l'agilità di un capriolo... sento ben distinte le voci dei tanti compagni di avventura, voci acute per sovrastare il "rumore" dell'Acqua, vedo le capanne costruite con i mezzi di fortuna che il fiume ti fornisce e con l'occhio sempre vigile per evitare di essere facile bersagglio di generose sassate gentilmente offerte da "cui da Sanbernardin" e ricambiate con altrettanta gentilezza...mi sovviene di bernoccoli e di "storte" procurati in pricipitose fughe.
Il nostro punto prediletto, come ho già avuto modo di ricordare, era il famoso "SASS RUSS" di colore ruggine che spuntava dall'acqua tanto da fungere da trampolino per gioiosi tuffi. Il saper nuotare era requisito essenziale per guadagnarsi il rispetto altrui perchè, altrimenti, chi per vari motivi non era portato alla pratica del nuoto, se cercava di intervenire nelle discussioni che sorgevano su qualsiasi argomento fra giovincelli, era subito tacciato con un velenoso "ti tass che ti sée gnanca bun da nudà......" e amen!
Certo, c'erano molti pericoli come i vetri rotti, i sassi scivolosi ricoperti di "lita" verdastra e soprattutto quegli strani aggeggi ben segnalati con grandi raffigurazioni sui manifesti affissi in tutta la città...i residui bellici e nello specifico le bombe a mano inesplose.
Vedo il Mario Bergamelli con il suo fisico possente sollevare grossi massi e scagliarli su altri sassi per "stordire"" bi pesci, l'Ermes che era un'anguilla nel fare i tuffi, ul Togn che aveva una revelenziale paura per l'acqua e se ne stava appollaiato su un sasso a debita distanza dall'odiato liquido......

...ma "Nonno, non vieni a giocare con meeeee?"
Già, sono diventato nonno...



7 commenti  Aggiungi il tuo

Vedi il profilo di vonbraun E il Pozzone ?
vonbraun
10 Giugno 2015 - 10:27
 
Caro Livio, io sino ad alcuni lustri fa andavo ogni anno per tutta l'estate a correre sui sassi del torrente San Bernardino, in zona Pozzone, ed ero diventato un vero acrobata della corsa a saltelli. Poi ho smesso, e ne sento la mancanza con nostalgia. Al Pozzone ci si tuffava dai pezzi della diga rotta, e si facevano le immersioni con le prove di restistenza in apnea sott'acqua. Si andava a pescare le sanguignole con il fazzoletto, e si lanciavano i sassi piatti per farli saltellare sul pelo dell'acqua. Era bello sentire il rumore dell'acqua che scorreva senza fine. Ed ogni tanto vedevi una ratera che scivolava tra i sassi in cerca di acqua, e là in Agosto si assisteva al fenomeno della nascita e del primo volo delle farfalle sui cespugli. . In quei posti ho trascorso le più belle giornate della mia vita di ragazzo, amori compresi.
Vedi il profilo di livio mi viene il magone...
livio
10 Giugno 2015 - 10:50
 
Che piacere sentire descrivere momenti indimenticabili della vita di fiume che noi ragazzi frequentavamo assiduamente..già il fiume come maestro di vita,, si può dire? da come commenta Vonbraun, che saluto, traspare una grande conoscenza del fiume e delle sue opportunità e sono sicuro che ci saremo incontrati mille volte....che rimpianti ragazzi....
Vedi il profilo di vonbraun E le butrise ?
vonbraun
10 Giugno 2015 - 12:25
 
Caro Livio, e le butrise ? Che quando si era crudelmente ragazzi, si stordivano gettando un grosso sasso sopra l'altro, sotto il quale nell'acqua si nascondevano ? E che bello era osservare chi si esibiva nella pesca con la mosca , frustando l'aria e l'acqua con la canna e la bava con l'esca...... Ed era fantastico attraversare il torrente quando era un pò gonfio dopo le piogge !! Poi la ricerca dei sassi con la mica, o i ciottoli rotondi come delle sfere.
Vedi il profilo di Marcella ricordi fluviali
Marcella
11 Giugno 2015 - 00:59
 
Io ho qualche annetto di meno, ma molti ricordi da voi riportati sono anche miei ricordi...aggiungerei qualche altro particolare... Mio papà era un pescatore e mi portava con sé in quel tratto di fiume, che noi trobasesi abbiamo sempre denominato "Scaiùn", a prendere i sabbioni, detti "casòtul" in dialetto: erano delle larve che si costruivano attorno al corpo una capsula cilindrica fatta di granelli di sabbiolina e che si trovavano sotto i sassi nell'acqua corrente. Rompendo a metà l'involucro sabbioso, si estraeva la larva che serviva appunto come esca per pescare le trote. Un vero divertimento poi per noi ragazzi era quello munirci di "furcelìna", ovvero di forchetta, per infilzare (che sadici!!!) i "bott" ( non so se sono la stessa cosa delle butrise), dei pesci sgraziati e scivolosi con la testa piatta e larga, lenti nei movimenti, che stazionavano sotto i sassi. Poi li infilavamo a grappolo in un rametto di salice per ostentare il "macabro" bottino, che era fine a se stesso perché non mi risulta proprio che fossero dei pesci commestibili. Passavamo ore anche a catturare piccoli avannotti con un fazzoletto per poi portarli a casa in un secchiellino, metterli nel vaso dove miseramente ci lasciavano le penne e li trovavamo il giorno dopo a pancia in su. Alla faccia della sensibilità ecologica.
Vedi il profilo di vonbraun Eh, mah !!!!!!!!!!!!
vonbraun
11 Giugno 2015 - 10:56
 
Eh, mah, certo !! I sabbioni, avvolti nella sabbia e ghiaietta del fiume. E le butrise, proprio quei bott ......Raramente qualche libellula che cercava acqua e prede a fil di torrente. Le rondini che garrivano festose e cacciatrici di insetti volanti.....Bastava così poco per essere felici, quando si correva sui sassi, quasi a rincorrere ore di pura spensieratezza !!! Nelle ultime estati di diversi anni fa in cui andavo al torrente, non c'era più nessuno come una volta.
Un vero deserto acquatico. Un bellissimo ricordo era quando con mio figlio bambino costruivo delle dighe con i macigni , e creavamo delle pozze d'acqua, in cui poi stavamo immersi a far navigare delle legni secchi trovati sulla sabbia.
Vedi il profilo di lady Oscar libellule????
lady Oscar
11 Giugno 2015 - 14:00
 
Perché esistono ancora? Io da sunese, come Livio ben sa, andavo a fare il bagno con la mia cricca alla 'beata'.. Era pieno. Ormai chi ne vede piu? Ciao livioooooooo
Vedi il profilo di livio grazieeeee
livio
11 Giugno 2015 - 19:23
 
Perbacco ragazzi gli interventi di Marcella e Vonbraun hanno il pregio di contribuire a scavare nella memoria e a questo punto davvero potrei continuare per ore a raccontare vicende "fiumaiole," ma lascio agli amici che hanno la bontà di leggermi integrare con le loro esperienze e curiosità..comunque grazie per i commenti istruttivi....un cordiale saluto a tutti e in particolare alla carissima Lady Oscar



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