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Ul pan

Di Livio Serafini

Ul pan
Immagine 2Sfondo una porta aperta affermando che i nonni sono una identità fondamentale per la cura dei nipoti e, dati i tempi che corrono,anche di aiuto economico per i figli. Fortunatamente quest'ultimo frangente non mi coinvolge,il nonno lo faccio a tempo pieno e per giorni interi durante le tarsferte lavorative di mia figlia.
..."Ussignur ul Filippo u gà la févra(tonsille infiammate" allora niente asilo "va fo' ti a cumprà ul pan..."
Mi infilo nella prima panetteria che incontro, già gremita di bun'ora, attendo il mio turno ascoltando le richieste delle committenti: mi sembra stiano acquistando gioielli di Bulgari da come descrivono l'articolo e per un attimo mi appaiono con un flash le donne di un tempo che andavano a fare la spesa con la sporta. Il pane erano le michette, belle, profumate, croccanti e leggere perchè erano vuote all'interno, si vendevano a numero e venivano immesse direttamente nella sporta senza sacchetto; poi hanno deciso di vendere il pane a peso e di colpo le michette sono diventate pesanti come il boccino del biliardo. Intravvedevo i camion carichi di farina sostare davanti ai vari panifici (oggi sono spariti...mah) e gli operai imbiancati con le coperte sulle spalle che scaricavano i sacchi uno ad uno... e il profumo di pane fresco invadeva vie e piazze all'alba e aveva lo stesso benefico effetto dei soffritti di cipolla che aleggiavano nell'aria sotto mezzogiorno, quello di stimolare gli appetiti.
In tema di cibi tradizionali, che dire di quelle memorabili polente fatte cuocere su quelle straordinarie stufe a legna che erano una genialata...scaldavano la casa, si usavano per cucinare, fornivano l'acqua calda nella "caldera" ed erano dotate anche del forno dove si scaldavano anche "i precott" (mattonelle che si avvolgevano nella carta e riscaldavano le fredde lenzuola la notte).
Si toglievano due o tre dei cerchi posti sul "piano di cottura" in funzione del diametro del paiolo di rame (meglio se di ghisa che mantiene di più il caldo...),quattro litri di acqua per un chilo di farina da rimestare per un'ora abbondante e voilà..si versava la polenta su un desco di legno e la si tagliava con uno spago. Uno spezzatino con una manciata di funghi secchi e alla fine, siccome "la buca l'è mia straca se la spuza mia da vaca" una fetta da "strachin da cul cu travaca"... e cosa si voleva di più dalla vita se poi il tutto veniva... inaffiato dal barbera, "quel che u buscia"?...
E le croste? E "ul pan poss"? Alla mattina nel latte!
..."Signore, tocca lei" mi fa rinvenire la commessa "mi dica..."Due bastoncini alle sue spalle,a caso" tanto tutto il pane è fatto con la stessa materia...




16 commenti  Aggiungi il tuo

Vedi il profilo di lady Oscar livio
lady Oscar
14 Maggio 2015 - 22:23
 
Fantastici ricordi... La stufa coi tre cerchi ce l aveva mia nonna. Ci bolliva le galline che poi mi faceva spennare con la mia zia più giovane nella cantina. Che puzza le penne bagnate!!!!! Sembra passato un secolo. Quanti bei ricordi.... Grazie Livio.
Vedi il profilo di vonbraun La stufa, la legna, il carbone !!!!!
vonbraun
15 Maggio 2015 - 11:40
 
Cari Livio e Lady Oscar, mi ricordo che a casa mia in cucina c'era la grossa stufa a legna con i cerchi concentrici e la vasca per far scaldare l'acqua, e mia madre ogni anno faceva bollire per ore ed ore i pomodori per fare la conserva. Poi anche lei spennava le galline dopo la scottatura, e d'inverno era bello mettere un attimo le bucce di arancia sulla stufa per sentire il profumo che emanavano. Ricordo anche il vin brulè che la mamma mi preparava, quando avevo il raffreddore, e il calore speciale che emanava quella meravigliosa stufa, un calore che faceva anche rumore, con il crepitio della legna che ardeva, a volte con dei suoni magici.
Vedi il profilo di lady Oscar nooooooooo
lady Oscar
15 Maggio 2015 - 12:58
 
Buono il vin brule. Mio nonna non me lo faceva... L ho scoperto dopo da sola 😊. Un saluto a tutti.
Vedi il profilo di lupusinfabula Ancor oggi
lupusinfabula
15 Maggio 2015 - 16:21
 
Ancor oggi nella mia cucina c'è la stufa a legna con i cerchi concentrici, il forno e la caldera dell'acqua. Ancor oggi faccio la polenta nel paiolo di rame spostando i cerchi concentrici necessari. Ancora oggi la mia stufa, in inverno, l'accendo al mattino e la lascio spegnere alla sera quando vado a letto: e che differenza cucinare sulla fiamma del gas o sulla piastra della stufa! Al suo fianco la cassa panca per la legna.La legna però la compero: non ho boschi da poter tagliare. La compro in stanga e mela taglio di misura per la stufa con la motosega. I pezzi più ostici li brucio nel camino vecchio stampo, non di quelli col vetro davanti.Ma sicuramente i miei figli, appena andrò al barchet, la stufa sarà il primo oggetto che toglieranno dalla cucina: in fondo è impegnativa perchè devi carircarla continuamente e sporca con la cenere che inevitabilmente esce ,e quando, almeno una volta l'anno, c'è da spazzare il camino con il riccio non è un lavoro che li attira: molto più comodo girare la manopola del gas.
Vedi il profilo di livio grazie....
livio
16 Maggio 2015 - 09:13
 
caro Vonbraun,mi è piaciuto il tuo ricordo quando citi le bucce d'arancio per profumare l'ambiente,io lo facevo dopo aver messo sulla stufa le croste del formaggio che erano una bontà,ma lasciavano un "odorino"inconfondibile...grazie per i commenti e buona giornata a tutti
Vedi il profilo di vonbraun Ricordi.....
vonbraun
16 Maggio 2015 - 13:30
 
Nella stufa si bruciavano le cartacce e il cartone, e non c'era bisogno di metterle nel bidone bianco e girgio, per aspettare che il camion del VCO passasse a vuotarlo, come fa oggi. E periodicamente, dopo avere tolto i tubi dei fumi, si infilava nella canna fumaria la " Diavolina" che si comperava in drogheria, e la si accendeva con un fiammifero, per poi vedere la vampata di scintille che usciva dal camino sopra al tetto, e che indicava che si stava pulendo. Poi la raccolta delle ceneri nella camera di combustione, dove trovavi anche i chiodi delle cassette di legno della frutta/verdura che si bruciavano assieme alla legna da ardere. E ogni 2-3 anni si riverniciavano i tubi dei fumi andavano rismaltati con il Metalcrom, che li riargentava, per evitare che si arrugginissero.
Vedi il profilo di lupusinfabula Verissimo
lupusinfabula
16 Maggio 2015 - 13:57
 
Ancor oggi per me il metalcrom è di uso quasi quotidiano; le cassette della frutta e verdura in legno vado a recuperarle al mercato o nei negozi e sono preziosissime per accendere stufa e camino; la cenere la uso nell'orto ed insieme agli scarti di cucina ed alla foglie che metto a marcire in una fossa del giardino la uso come concimante per l'orto. Ovvio che, d'inverno, carta e cartoni li smaltisco in stufa e camino: fanno sempre caldo anche loro. Non ho mai usato la diavlina ma sempre e solo il riccio con l'aiuto di qualcuno.
Vedi il profilo di vonbraun Il riccio sì, ma sapessi la diavolina !!!!!
vonbraun
16 Maggio 2015 - 18:08
 
Caro Lupus, anch'io usavo il riccio, ma ci voleva anche la diavolina, perchè altrimenti sulle pareti della canna fumaria rimaneva la crosta di fuliggine, che si accumulava nel tempo. Eppoi la diavolina in azione era uno spettacolo pirotecnico !!!!!! Anch'io usavo la cenere come concime per i fiori, e i rametti bruciati come colore di nerofumo per disegnare sul cartone prima di dipingere affreschi ( la cosiddetta fusaggine di legna ). Una cosa in cui mi ero specializzato perchè mi divertiva, era l'accensione della stufa, dove dovevi essere quasi un artista. E in quel caso erano preziose le assicelle delle cassette della frutta/verdura, perchè messe su fogli di giornale e sotto il ceppo di legna grosso, quando davi fuoco al gironale, poi era uno spettacolo la progressione della fiamma e l'accensione del ceppo. E non dimenticherò mai l'odore di fumo ( acre ma anche di profumo) che si sentiva aprendo lo sportello per controllare in quei minuti.
Vedi il profilo di Gianmariano Diavolina e altre sostanze
Gianmariano
16 Maggio 2015 - 19:11
 
Adesso come minimo, il Metalcrom, sarà cancerogeno, come pure la diavolina, i fumi producono polveri sottili e la legna è diventata pellet.
Vedi il profilo di lupusinfabula Vi condivido tutti
lupusinfabula
16 Maggio 2015 - 19:57
 
Vi condivido tutti, ma....voi parlate all 'imperfetto, passato prossimo (...o remoto) io al presente! Caro Gianmariano, purtroppo il metalcrom, sia quello color argento che quello scuro, diventa sempre più difficile da trovare in commercio proprio perchè più nessuno ha quasi più stufe dette " economiche" (... ma quanto è vero ed azzeccato quel termine!), e anche quello del metalcrom sparso e sfregato sulla piastra di ghisa calda è un odore del tutto particolare che, forse, molti oggi neppure saprebbero riconoscere. Unica concessione alla modernità è che la mia stafua ha in portello con iul vetro: ma l'ho scelta così proprio perchè veder eil fuoco anche lì, oltre che nel camino, rallegra. Meno male che Livio ogni tanto ci da occasione di parlare anche di queste cose e non solo di politica!
Vedi il profilo di lady Oscar lupus
lady Oscar
16 Maggio 2015 - 21:07
 
Cenere come concime ???? Lupus, visto che tu l' economica la usi ancora..... tieni la cenere x i miei fiori.,, 😊
Vedi il profilo di lupusinfabula Ai fiori
lupusinfabula
17 Maggio 2015 - 09:37
 
Ai fiori preferisco la verdura: i fiori non riempiono la pancia! E poi, vuoi mettere la verdura che faccio io nel mio orto con quella che si compra....non c'è paragone, senza falsa modestia!
Vedi il profilo di lady Oscar malinteso
lady Oscar
17 Maggio 2015 - 10:36
 
Era x i MIEI fiori....😅 ciao lupus
Vedi il profilo di lupusinfabula Sono egoista
lupusinfabula
17 Maggio 2015 - 11:31
 
Nessun malinteso:avevo capito bene e ribadisco che, piuttosto che far belli i TUOI fiori prefrisco far bella la MIA verdura!
Vedi il profilo di lady Oscar molto bene
lady Oscar
18 Maggio 2015 - 16:22
 
La verdura, va bene...ma anche la gioia di un fiore..,avrai i miei gerani sulla coscienza 😐
Vedi il profilo di vonbraun Un mare di utilizzi.
vonbraun
18 Maggio 2015 - 21:40
 
Cari Lupus, Lady Oscar e Gianmario, se andate a vedere a quante cose può servire la cenere di legna, rimarrete sbalorditi. Dall'antiscivolo su ghiaccio, ad antiparassitario, da detersivo a lucidatura dei metalli, ad ingrediente per preparare la melassa di uva, ecc.ecc. Oltre a servire come additivo di colori per pittura. Io l'ho usata qualche volta mischiata ai colori ad olio su miei dipinti per creare un'atmosfera antica a scene di paesaggio.



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