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riflessioni, informazioni e approfondimenti sulla realtà verbanese : La voce della città

Piccole riflessioni comparative

di Livio Serafini

Piccole riflessioni comparative
Immagine 1I moderni manager commerciali hanno inventato la pubblicità comparativa ed è il metodo che applico ogni volta che mi soffermo a guardare gli inevitabili cambiamenti che la mia adorata città sta subendo e il più delle volte mi domando: hai dei rimpianti? che sottintendono "si stava meglio quando si stava peggio?"
E siccome si può mentire a tutti meno che a se stessi,la risposta è: assolutamente sì(oggi si risponde così con quell" assolutamente" che a me fa venire i "fotoni").

I ragazzi cresciuti nell'immediato dopo guerra hanno vissuto e goduto della loro gioventù in modo intenso e gioioso.
Intenso perchè, giovanissimi, ci andava bene qualsiasi cosa, e le cose erano davvero poche.
Gioioso perché, "venendo dal magro", con il passare del tempo le condizioni di vita miglioravano,quindi potevi "davvero" apprezzare le cose che anelavi di possedere con relativi sacrifici.
Mi è rimasta impressa nella memoria la mia prima bicicletta, una "Fezzardi" totalmente cromata, dell'omonima ditta di via De Bonis, che sfoggiavo con orgoglio; ma il mio desiderio principe era quello di diventare "grande" per poter finalmente indossare i calzoni lunghi e presentarmi alla cassa dei tre cinema intresi, Impero, Sociale e Odeon, chiedere il biglietto, anche se il film era proibito ai minori di 14 anni e offriva l'emozione di osservare una scollatura audace ed un seno con vista a tre quarti o una scena amorosa che poteva anche lasciar intendere un vero amplesso.
Al Sociale, che non smetterò mai di rimpiangere, i posti a sedere erano di tre tipi: platea, palchi e loggione con relaltive differenziazioni del prezzo d'ingresso; all'Impero platea e scalinata, all'Odeon platea.
Con quei pochi spiccioli in saccoccia, le possibilità d'azione domenicali erano ristrette, o al cinema con scorta di liquerizia, valda, duroni, tabù e spagnolette, oppure optare per una pizza dalla Dora, prima ed unica pizzeria a Intra, dietro la Chiesa di San Fabiano.
Ho già scritto che nell'attuale Palazzo Flaim, ai miei tempi, si ballava solo la domenica dalle 15 alle 19. All'ingresso c'era un certo Sabbatini che, come secondo lavoro, faceva il bigliettaio ed aveva, nel corso della sua vita, perso un occhio che gli era stato sostituito con uno di vetro. Quando alle 17 terminava la proiezione del film, era troppo presto per rincasare, allora si tentava una puntatina al Flaim per dare un'occhiata, ma l'entrata(gratis) era condizionata dal tasso alcolico del succitato Sabbatini al quale, sistematicamente, dicevamo: "dai Sabbatin sàra su un öcc ca nem a fa un balett..." la reazione poteva essere o una fragorosa risata e il benestare all'entrata, oppure, se la "scimmia" era già in corso, "ni fora di ball se no"....seguiva un rutto...
Mentre scrivo queste cosucce, mia figlia mi "inziga" a ripetere la storia del Giuan, cantiniere professionista dell'allora Bar Sempione(prima versione) situato fra l'Albergo Ancora, la Gelateria Stanglini, il Bar Alaska, il Piccolo Parigi della signora Gina Cavallera, il negozio di elettrodomestici della ditta Bordiga e di abbigliamento del Borrè.
Detto bar aveva una botola dalla quale si accedeva alla cantina. Mio papà, fedele frequentatore ed amico del proprietario signor Tortora, mi raccontava che un giorno il Giuan, che soffriva di una atroce balbuzie, schizzò fuori dalla botola urlando "U ghè....u ghè ughèèèè..." e non riusciva a completare la frase. Fu allora che il Tortora gli disse "Canta Giuan...canta..." E' cosa nota che cantando la balbuzie sparisce..."U GHE' GNI FO' LA SPINAAAA..." vale a dire cantina allagata di vino, improperi del proprietario e "ghignadi" dei clienti e di buona parte della città perchè la storia del Giuan "cu ciapa dentar" era troppo gustosa.
Allora si rideva anche per cosucce del genere, la" ggente" era meno i"ncarognita" e più serena...già altri tempi, altra gente!



8 commenti  Aggiungi il tuo

Vedi il profilo di lady Oscar grazie
lady Oscar
29 Marzo 2015 - 20:30
 
Fantastico Livio, cime sempre.
Vedi il profilo di cesare Bravo come sempre.
cesare
29 Marzo 2015 - 21:02
 
I tuoi ricordi hanno il potere di aprire anche i miei ricordi e ritornare indietro con il pensiero .
Tutto è cambiato , i nostri genitori erano persone povere di " sghei " ma ricche di valori educativi .Sempre insegnavano di salutare persone, di rispettare gli anziani , sapevamo di cedere il posto a sedere alle persone , capricci non facevamo perchè così avevano insegnato . Il regalo di Natale erano mandarini e spagnolette ed eravamo felici . Al cinema con i gommoni e tabù , gli abiti nuovi erano quelli smessi da fratello grande , la bicicletta mi veniva prestata dal Cecco perchè mi mandava dal Tabachin a comprare le sigarette "Alfa" .
A scuola la " Signora Maestra" qualche ceffone lo regalava ma guai se andavi a casa a raccontare il fatto , rischiavi il bis. Questi sono stati insegnamenti di vita "VALORI" veri . L'educazione iniziava dalla famiglia , la scuola era anche disciplina . Purtroppo tutto è cambiato ,in peggio .
Saluti e complimenti .
Vedi il profilo di livio invito
livio
30 Marzo 2015 - 09:51
 
Noto con piacere che il Sign. Cesare apprezza i miei racconti e da come scrive i suoi commenti deduco che abbia una certa età e che abbia vissuto in primis le condizioni di vita di allora,pertanto sono a pregarlo di scrivere a sua volta episodi da lui vissuti su questo sito mantenendo l'anonimato perchè sono convinto che ne godremmo tutti e servirebbe a trasmettere alle nuove generazioni i valori veri,il rispetto l'educazione e l'umiltà(che non guasta mai) che erano la base del nostro agire quotidiano. un grazie anche a Lady che saluto cordialmente. auguro a tutti i lettori una serena Pasqua!
Vedi il profilo di lady Oscar eh eh
lady Oscar
30 Marzo 2015 - 11:45
 
Secondo me cesare e' più giovane di te Livio... A parte ciò passerò al bar a trovarti : Ho una novità da dirti e consigli da chiederti. Un bacio 😊 a presto.
Vedi il profilo di lupusinfabula Il libro dei ricordi
lupusinfabula
31 Marzo 2015 - 12:59
 
Nominando il Fezzardi, Livio apre ancora una volta il libro dei ricordi. Fezzardi, oltre alle bici, era anche un'armeria, negozio quasi vietato ai ragazzi, ma dove accedevo accompagnando uno zio che vi acquistava polvere, pallini, capsule, borre e dischetti di cartone per le cartucce da caccia (allora quasi tutti i cacciatori avevano in casa l'attrezzatura per confezionarsi, riciclando quelle già usate, le cartucce); a noi ragazzi era concesso acquistare ferretti e vischio per catturare uccelli di piccola taglia. Solo qualche anno dopo passavamo dal Fezzari per acquistare i piombini delle carabine Diana ad aria compressa che, allora, erano in vendita senza molte complicazioni burocratiche. E già che siamo in tema ricordo l'inconfondibile profumo aromatica che si sentiva entrando nella drogheria Ratti & Caretti ( il Gaetano Ratti era molto amico di mio padre avendo fatto il militare insieme nel Battaglione Intra al Comando del poi generale Zavattaro ed insieme avevano combattuto in Jugoslavia, Grecia ed Albania e, sempre insieme, avevano condiviso ilk campo di concentramento in Germania) dove compravamo un prodotto per tingere le reti da pesca (allora molte ancora in cotone) della marca Super Iride. Ma parlo ormai di cose di 50 anni fa.
Vedi il profilo di livio grazie Lupus
livio
1 Aprile 2015 - 09:35
 
Bravissimo Lupus,hai aggiunto dei particolari sulla ditta Fezzardi che molti lettori immagino non sapessero...commovente.per me, il ricordo degli"Odori" che caratterizzavano non solo i negozi specifici,ma le contrade sotto mezzogiorno o le osterie a settembre quando si vinificava....grazie di n uovo Lupus,invito anche te(scusa il tu) a mandare a questo sito ricordi che fanno sempre piacere leggere anche perchè un popolo che no sa il suo passato non ha futuro...
Vedi il profilo di lupusinfabula Mi spiace
lupusinfabula
1 Aprile 2015 - 13:48
 
Mi spiace che a molti giocvani di oggi la memoria del passato non interessi o la ritengano superflua, sorpassata, dall'odore di muffa. Io invece sono orgoglioso di averla e da essa trarre insegnamenti.
Vedi il profilo di cesare Angolo delle memorie
cesare
1 Aprile 2015 - 23:08
 
Diventa interessante questa pagina se intervengono in molti con i loro ricordi , si leggono con molto piacere .
Io non ho vissuto la mia infanzia a Verbania ed i ricordi che posso aggiungere sono quelli di vissuti in un piccolo paese
dove tutti si conoscevano e tante persone erano dei veri personaggi che caratterizzavano il paese.
Ricordo la festa del 25 Aprile ,che veniva preparata mesi prima per il Banco di Beneficenza e noi bambini trascorrevamo le serate ad infilare i biglietti della lotteria nella pastina a forma di anellino ed il sottoscritto , monello, si nascondeva i biglietti "buoni" numerati per utilizzarli i giorni della festa , vincevo sempre anche troppo e così mi hanno beccato . Mio padre ,con un bel ceffone, mi ha fatto capire lo sbaglio . Comunque sono ancora dei bei ricordi
ricordo che giravo per il paese a fissare al petto di tutti il nastrino rosso ,rosso.



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