Banner: 71

riflessioni, informazioni e approfondimenti sulla realtà verbanese : La voce della città

Che fadìga ricurdass...

Di Livio Serafini

Che fadìga ricurdass...
Immagine 1Uno dei vantaggi del diventar vecchi è che "sem chi a cuntàla", magra consolazione, ma meglio rispetto a "quei ch'an giamò tirà i stringhitt" o, come dicono gli alpini, a quelli che "in nai avanti"; ovviamente non è tutto qui, si deve aggiungere qualche vuoto di memoria e un "quai oss cu crìca".
Sono stato omaggiato di due splendidi e gustosi volumetti che ricordano la vita, gli usi e costumi di Trobaso, scene simpatiche,citazioni dialettali,poesie e tiratere del bel tempo che fu, descrizioni dettagliate con dovizia di particolari delle attività commerciali e industriali...."sacranùn" mi sono detto "sforzat un cicinìn e scerca da ricurdat un quai cos..."
La Maresciàla, così denominata perchè vedova di un graduato dell'Esercito,aveva, negli ultimi anni della sua lunga esistenza, due grossi crucci: ul balùn e i figh.
Abitando a pianterreno, come il signor Bettinelli, ul pa' da la Anna, aveva il sacrosanto terrore dei vetri rotti, mentre il Bettinelli,avendo le inferiate, non correva nessun rischio, se mai il rischio lo correvamo noi,in quanto, appena si alzava il tono della competizione, scattava fuori casa e ci sequestrava il pallone che avrebbe poi consegnato ad uno dei rispettivi genitori, previa rimostranza circa il fracasso...
La Marescialla no, usciva furibonda armata di scopa di saggina imprecando in stretto dialetto veneto a noi incomprensibile, ma immaginabile...
Se per i vetri nutriva un deciso timore, dei fichi aveva un vero terrore dettato da un m naturale istinto materno che noi invece scambiavamo per la paura di essere "alleggerita" dei succulenti frutti; ma evidentemente per lei era primario il fatto che non ci facessimo male arrampicandoci sui rami.
Questa incomprensione è sfociata ,con tutta la sua ferocia, in una idea del Lele Poletti, ul fioeu dul Gin legnamèe,che propose di segare per metà il ramo su cui solitamente la Marescialla posava la scala.
L'operazione fu eseguita non senza qualche difficoltà logistica, ma ben superata dall'agilità e l'incoscienza proprie dell'età "da la balurdéra"!
L'operazione fu eseguita da un ristretto numero di bocia della banda all'oscuro del rimanente gruppo.
Passarono molti giorni e nulla successe, nessuna scala si appoggiò al ramo segato....segno del destino?
Sta di fatto che il gruppo "digiuno" dell'operazione ramo decise di di fare un'incursione sul fico approfittando di una presunta assenza della proprietaria, assenza che in seguito si è rivelata infondata perché, oltre che ad essere caduti dal ramo segato, per i malcapitati si sono aggiunte le scopate della sciura Marescialla e il resto piovuto addosso al rientro in casa.



0 commenti  Aggiungi il tuo



Aggiungi il tuo commento

Prima di pubblicare un tuo commento assicurati che:

• sia in tema e contribuisca alla discussione
• non abbia contenuto razzista o sessista
• non sia offensivo, calunnioso o diffamante

La redazione si riserva di cancellare qualsiasi contenuto ingiurioso, volgare, illegale o contrario alla policy.

Commenti Se accedi o ti Registri potrai visualizzare il tuo nome e ricevere aggiornamenti quando ci saranno altri commenti



captcha
CAPTCHA: Scrivi il valore visualizzato

La voce della città
25/01/2017 - "A ma rigòrdi" e AVAP
02/01/2017 - Grazie
11/09/2016 - La Ca' Rùsa
29/08/2016 - "A ma rigòrdi": precisazione
28/08/2016 - Ul Giuàn da Trubàs
×
Ricevi gratuitamente i nostri aggiornamenti