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riflessioni, informazioni e approfondimenti sulla realtà verbanese : La voce della città

Amarcord 2

di Livio Serafini

Amarcord 2
Immagine 1Squilla il telefono....prontoooo....va da via ul cù (per i non intresi sta a significare, secondo il timbro di voce, buongiorno o ciao)…ti me fai vegnì ul magùn, spécium ca nem a bev un cafè!
Probabilmente ul Togn (Cerutti) aveva letto su un recente giornale locale quel breve flash di vita di allora (anni 50) in cui elencavo i nomi dei "fioeu" della "banda" della via Roma, molti dei quali sono già "andati avanti".
Ci si trova al Bar Ruscètt (nella culinaria locale..ruscètt è un piatto tipico suneese composto da una frittura delle interiora di capretto e agnello servito con polenta)e via con i ricordi...
La nostra vita si svolgeva in una sola parte della Sassonia e segnatamente nell'area che va dalla Piazza d'Armi (allora si chiamava così la piazza Macello) fino all'attuale via Perassi.
Una città nella città...il Mattatoio Comunale, la ditta di trasporti Poggia, la tintoria Bottacchi, le "case operaie", la sede della Croce Rossa capitanata dal signor Brusa sempre in gembiule nero, 50 metri più avanti la storica osteria Malgarini con tre campi di bocce gestita dalla Sciura Olga, moglie del Brusa, di fronte una parte di Casa Ceretti che è stata alternativamente sede di Ambulatorio medico e di elettrauto (Righes), la falegnameria dul Gin (Poletti), il fabbro Viscardi, la tessitura Montuschi (fazzoletti), le Officine Elettriche Meccaniche T. Serafini, la lavanderia industriale Galloni che serviva la Caserma Simonetta, il decoratore Cerutti, la rocchetteria Ramoni, la gelateria Cordella di origini venete, la bottiglieria Lunardi ed un negozio di alimentari di cui al momento mi sfugge il nome. Quindi eravamo un quartiere autonomo.
Un quartiere vivace e movimentato anche dalla cronaca: ricordo l'omicidio della Signora Scavini, denominata Scavina, che fece molto scalpore perché fu trovata morta ammazzata tramite strangolamento in casa sua, ma l' assassino non fu mai scoperto, sebbene le voci circolanti parlassero di usura..
Noi vivevamo il quartiere associati nella nostra "banda" che aveva, come è naturale che sia, un capo scelto non tanto per la prestazione fisica o per il coraggio, ma per la "lepa" (lingua), cio per le abilità linguistiche con le quali surclassava e metteva in sudditanza psicologica gli altri...u la savéva lunga.....
Era lui che decideva quali giochi o incursioni si dovevano effettuare: partite a palla, burlìscia, quàtar cantùn, cavalletta, tennis con racchette ricavate da tavole di legno somiglianti a taglieri per affettare il salame; oppure si poteva andare a rubare la frutta, allora abbondante, sui cigli della strada...ùga, pumm, pér, pérsic, fic, scirées, brugn…
Una sosta sempre prolungata avveniva, anche in assenza di frutti, sul mastodontico noce che si trovava di fronte al "Gatt russ" (per gli aficionados locali " la cà di pumm" ), ovvero la casa di tolleranza: nascosti tra i rami, osservavamo il continuo via vai di gente e schiere di ragazze che ogni tanto uscivano… avevamo sì qualche sospetto, ma non la certezza di cosa poteva davvero succedere là dentro.
Un divertimento del tutto particolare era quello di andare a raccogliere sulle palme i frutti neri a palline (ball da can) da utilizzare per bersagliare con la cerbottana le donne che uscivano alle 17.30 dalla Cucirini Cantoni Coats, nonostante il serio rischio di essere presi a ceffoni.
Si poteva andare al fiume per costruire una capanna con un occhio attento a due cose importanti.
La prima era la riva opposta dove "cùi da San Bernardìn" erano sempre sul piede di guerra e pronti a prenderci a sassate, anche se poi venivano ricambiati amorevolmente; ricordo che in quei frangenti eravamo supportati, se erano presenti, da "cùi da la via Rìgula" che, a loro volta, si distinguevano da "cùi da San Fabian".
La seconda attenzione era rivolta verso degli strani oggetti ben raffigurati su dei grossi manifesti affissi in tutta la città che rappresentavano i residuati bellici e, in primis, le bombe a mano che, ahinoi, avevano già provocato seri danni.
Eravamo muniti anche di "armi non covenzionali", i tirètt, composti da un rametto di legno a forma di Y alle cui estremità erano legati degli elastici, ritagliati dalle camere d'aria delle biciclette, uniti dal contenitore di "proiettili" ottenuto con una linguetta di vecchie scarpe. Era un'arma sempre ben occultata dietro la schiena per non farla notare alla "guardia grassa", il vigile signor Luigi Rigogliosi che, dimorando in via Marsala, ci teneva sempre sott'occhio: perchè, chissà come mai, ogni tanto le lampadine poste all'angolo delle strade si rompevano..mah!..
Eravamo negli anni '50 e noi ragazzi portavano tutti i calzoni corti anche d'inverno, ma la foga di divertirsi era così tanta che il freddo passava in secondo piano.
Ovviamente stavamo pian piano diventando adulti e quindi abbiamo incominciato ad adocchiare i "tusann", ma di loro ne parliamo la prossima volta sempre se non tediamo...
Alegar



9 commenti  Aggiungi il tuo

Vedi il profilo di lady Oscar cui da san fabian
lady Oscar
10 Febbraio 2015 - 20:47
 
Caro Livio, sembra tu stia parlando di un'altra epoca, un altro mondo. Mio marito l era un da san Fabian. Vent anni dopo. Ma mi raccontava le guerre tra strade. Righino, in particolare, e via rigola. Guerre in cui nessuno si faceva male.. (insomma...nessuno andava a casa a lamentarsi, va'). Mi ricorda il bellissimo film la guerra dei bottoni. Un altro mondo . Mondo in cui non c'era molto ma ci si ingegnava. Si facevano capanne, si scavalcavano i muri dei macelli (noi quello di Suna), guerra con le cerbottane, si giocava a nascondino.. Ora che ci penso...temo tu abbia "impallinato" mia suocera fuori dalla cucirini.., non posso più chiederglielo. Bei tempi. Un abbraccio.
Vedi il profilo di livio grazie
livio
11 Febbraio 2015 - 09:28
 
Ricambio l'abbraccio di Lady Oscar sperando un giorno di poterla incontrare......per una dimenticanza ho omesso di definire i "proiettili usati con la cerbottana,.."bal da can"che abbondavano sulle sparite palme
ps: nella foto ci sono io e il TOGN(sulla sinistra).buona giornata!
Vedi il profilo di lupusinfabula Una curiosità
lupusinfabula
11 Febbraio 2015 - 14:22
 
Una curiosità solo una curiosità: ma Lei, Livio, c'entra qualcosa con le Officine Meccaniche T. Serafini?
Vedi il profilo di livio Eccomi!
livio
12 Febbraio 2015 - 09:00
 
Soddisfo volentieri la sua curiosità caro Lupus, Il titolare delle Off. Elettromeccaniche T. Serafini era mio nonno Tito
Vedi il profilo di lupusinfabula Grazie e mi spiego
lupusinfabula
12 Febbraio 2015 - 13:33
 
Grazie Livio per la risposta e mi spiego: non ho conosciuto personalmente Tito Serafini ma in casa mia ne ho sempre sentito parlare come di una persona molto allegra e di compagnia. Con i miei si sono frequentati nel primo dopoguierra anche per via di una conoscenza comune ( dott, Nereo de Megni e famiglia), un medico veronese che allora esercitava ad Intra. Mi ricordo che mio papà mi recitava a memoria un calembour in dialetto/inglesizzato che proprio Tito Serafini declamava in occasiono conviviali; putroppo ricordo solo pochissime parole:..."speend, speend pocch, limitedt in ti spees.."Ricordo invece molto bene la signora Nuccia (sua nonna, immagino) che negli anni '60 veniva in casa nostra dove passava interi pomeriggi a chiacchierare con mia madre che faceva la sarta.Ecco il perchè della mia domanda.
Vedi il profilo di lupusinfabula Il Brusa della Croce Rossa
lupusinfabula
12 Febbraio 2015 - 20:19
 
Nel suo "amarcord 2" Livio ha citato il Brusa della Croce Rossa. Il Brusa e mio papà erano amici. Mio papà ha sempre avuto problemi con i reni e soffriva sovente di calcosi, patologia che aveva come conseguenza la necessità di interventi chirurgiri per l'asporatazione dei sassi. In una di queste dolorose ( e lo erano davvero fisicamente) crisi doveva essre ricoverato in un ospedale di Milano,dove avrebbero dovuto anche intervenire con una plastica renale ma il posto non si trovava mai. Vedendo le sofferenze di mio padre il Brusa gli disse (il dialogo si svolese in dialetto ma io traduco) : Senti Mario preparati che io ti porto a Milano con la mia ambulanza e vedrai che ti faccio ricoverare subito; tu devi solo dire che hai un gran male e che del resto non sai niente- Mio padre, che si fidava ciecamente del suo amico Brusa, si adeguò. Partirono con l'ambulanza di allora ( un veicolo che oggi farebbe ridere) e, arrivati a Milano, il Brusa portò mio padre in....cardiologia. Lì lo lasciò solo soletto su una barella con la lettera del medico curante appoggiata sulla coperta e subito ripartì per Intra. Dopo qualche momento un' infermiera notò mio padre e gli chiese cosa ci facesse lì sulla barella, Mio padre, seguendo le istruzioni del Brusa, si lamento forte del suo mal di reni e quanto al resto disse di non sapere nulla se non che li lo aveva portato la Croce Rossa. L'infermiera lesse le carte e subito disse: -Ma lei deve andare in nefrologia, non in cardiologia!- Mio padre continuò nelle sue ( per altro vere lamentazioni) e l'infermiera provvide subito al trasloco nel reparto di nefrologia. Come fu, come non fu, il giorno dopo mio padre venne operato, gli asportarono la sua sua dose di calcoli e gli praticarono la plastica al rene, e quando fu ora fece un felice ritorno a casa. Per molti anni ,quando si incontravano con il Brusa, ridevano a crepapelle ricordando la furbata. Grazie ancora adesso caro Brusa dal figlio del tuo amico Mario.
Vedi il profilo di livio ci vediamo?
livio
13 Febbraio 2015 - 09:06
 
Caro Lupus,lo vede, anche Lei ha contribuito con un flash a ricordare i bei tempi passati,cose genuine che si leggono volentieri...avendo qualcosa in comune mi farebbe oltremodo piacere poterla incontrare per una sana chiaccherata lke lascio la mia mail nel caso volesse onorarmi di un incontro giolli40@libero.it a presto, se vuole! Cordialità
Vedi il profilo di lady Oscar livio e lupus...
lady Oscar
14 Febbraio 2015 - 10:56
 
Me li vedo i due... Seduti al tavolo di un'osteria davanti a due bicchieri di rosso....scopriranno di essere parenti????A questo punto aspetto con impazienza il seguito di amarcord, quando Livio e i suoi amici scoprirono i tusann. Sarà simpatico e gradevole come abbiamo imparato a conoscerlo. Fate i bravi!!!!!!!
Vedi il profilo di livio invitata..
livio
14 Febbraio 2015 - 14:59
 
Lady Oscar a tutt'oggi non ho ricevuto la disponibilità di Lupus,però potresti venire anche tu,mi puoi contattare dato che sai la mia mail, sarebbe un bell'incontro,purtroppo non berremo un rosso in quanto astemio forzato..a presto.. sevuoi!



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