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AMARCORD SASSONIA

di Livio Serafini

AMARCORD SASSONIA
Immagine 2
Su questo sito si scrivono cose seriose, quindi per "rompere" scrivo della mia Sassonia e non voletemene...
Dopo un risotto al radicchio tardivo e una poderosa porzione di fritto misto di pesce, mi adagio su una poltrona ammirando i giocattoli di mio nipote ricevuti in occasione del santo Natale,giochi lontani anni luce da quelli della mia generazione e probabilmente destinati al riciclo in qualche mercatino dell'usato.
Mi pervade una specie di abbiocco, ma in realtà ho socchiuso gli occhi e sto risalendo con la memoria alla mia infanzia....quelle lunghe estati che non finivano mai,gli inverni nevosi aspettando la "strusa" per salirci sopra e fare un giro per il rione........ecco mi par di udire un richiamo "...Liviooooo vegn giù a giugà..."e con il permesso dei genitori, altrimenti non si usciva, giù di corsa in mezzo a quella che era la nostra palestra di vita: la strada.
Erano già tutti là al solito posto di ritrovo - Ul Franco(Bonetti),ul Franchino(La Monaca),Ul Lele(Poletti),Ul Togn(Cerutti), Ul Luiss(Galloni) e l'Enzo (Galletti)- davanti al maestoso portone in legno massiccio,tuttora esistente ( con sopra la scritta "Ferdinando Cerutti decoratore", mica imbianchino,ma che scherziamo?) per una partita disputata con una palla che oggigiorno sarebbe impresentabile, ma che per noi era come un oracolo e, con occhi lucidi, sento distintamente le voci di quelli, i più, che sono "andati avanti".
..già, il Carnevale:la Sassonia è sempre stata in prima linea e premiata per i carri allestiti nel cortile di Casa Ceretti sotto la regia della pittrice Elide Ceretti; grandi abbuffate e sbronze colossali al centro delle "Case Operaie" che per tre giorni erano il teatro di esibizioni canore e scherzi vari che avevano come "primo attore" il mitico Signor Vanzulli, papà dul Sergio mecanic.
.....sento perfettamente i cori dei coscritti, con tanto di bustina in testa e fazzoletto tricolore con stampato l'anno di nascita, la cui meta era "Ul Gatt Russ" overo la casa di tolleranza in via Orti, oggi via Perassi, gestita dalla Sciura Nene.
Il ritmo della vita in Sassonia era scandito dal suono della sirena della ditta "Officine Eletromeccaniche T. Serafini" che infallibilmente ti diceva che erano le otto oppure mezzogiorno, nonchè le 13.30 ed infine le 17.30 dal lunedi al sabato compreso, perchè allora il sabato era lavorativo, e poi....... le palpebre sono diventate davvero pesanti, "la paciada" da risott e fritura l'ha cumincià ad avegh i sò efett...
BUN CARNUA' A TUCC!!



7 commenti  Aggiungi il tuo

Vedi il profilo di cesare Complimenti
cesare
30 Gennaio 2015 - 22:02
 
Scritto,descritto molto bene ,complimenti !
Quanta semplicità e felicità ,si viveva in compagnia di tutti. Ora siamo forestieri in casa nostra.
Saluti
Vedi il profilo di livio grazie
livio
31 Gennaio 2015 - 10:46
 
Ringrazio Cesare per l'apprezzamento, dice una grande verità,allora si viveva semplicemente, con poche risorse, ma c'era davvero molta umanità e solidarietà....tempi andati ahinoi!
Vedi il profilo di lupusinfabula meglio allora
lupusinfabula
31 Gennaio 2015 - 13:48
 
Sicuramente meglio allora, bravo Livio!
Vedi il profilo di livio di nuovo grazie
livio
1 Febbraio 2015 - 09:28
 
beh allora mi volete fare arrossire cari amici,grazie comunque per gli apprezzamenti, scrivo della mia Sassonia chiudendo gli occhi e rivivendo le atmosfere di allora con semplicità...grazie di nuovo
Vedi il profilo di lady Oscar vecchi giochi a Suna
lady Oscar
1 Febbraio 2015 - 11:38
 
Essendo 'datata' anch io ho ricordi del mio essere bambina... Dei giochi in strada. In particolare amavo le battaglie coi 'balldaccan. Ragazziiiii. Andavamo a Suna dalla Rosina, un piccolo negozietto in via partigiani -era pieno di negozi...oh, che meraviglia era!!! - a comperare la cerbottana. Era un evento. Andavamo in gruppo quando uno di noi doveva acquistarla. In cinque le riempivamo il negozio, povera donna...e che confusione per un pezzo di tubo. Comprata la materia prima arrivava la personalizzazione dell arma...ed era la parte più seria. La mia era rosso/nera, naturalmente. Chi aveva i soldi comprava l impugnatura e il mirino....gli altri si ingegnavano. Ma era bello cosi'! Ma la cosa più divertente era andare a caccia delle cartucce, i famosi balldaccan. Entravamo nei giardini di nascosto muniti di coltellini svizzeri. Qualcuno ci sorprendeva e ci prendeva a scarpate. Qualcuno ci riconosceva e ci gridava"al disi al to' pa'"! Una manciata di pallini in bocca (ma quanti ne ho inghiottiti?) , un'altra nei jeans "laura!! Non mi mettere in lavatrice I pantaloni con le palline in tasca!!!!", un grappolo appeso ai passanti dei pantaloni e via! Battaglie tra i condominii. O via contro via. O maschi contro femmine. -femmina a chi?- Qualcuno si faceva male ma i genitori non andavano a denunciare nessuno. Anzi, meglio non dirlo neanche a casa...non si sa mai. Quando ora alzo gli occhi e vedo le preziose palline marcire sulle palme sghignazzo, e penso che i ragazzi di oggi non sanno divertirsi.... Scusate la lungaggine...e' l età.
Vedi il profilo di stefano montani amarcord
stefano montani
1 Febbraio 2015 - 11:58
 
bravo, molto bello, mi manca questo passato intrese, avendo girovagato nella mia infanzia fra Lesa e Milano.
Vedi il profilo di cesare x lady oscar
cesare
1 Febbraio 2015 - 21:01
 
Leggendo questi ricordi d'infanzia si aprono anche i cassetti della mia memoria e mi confronto con i ragazzi d'oggi .
Ci divertivamo tanto con un nulla , eravamo ingegnosi e creativi . I ragazzi di oggi si annoiano, hanno tutto ,troppo
anche , o sopratutto , per colpa dei genitori . Troppi regali importanti ,troppi soldi in tasca ,troppi vizi ,troppo protetti.
Ora hanno il bob,gli slittini, noi dovevamo ingegnarci per la costruzione di una slitta . Sotto ci mettevamo le spalle
delle sedie perchè erano già curvate e poi tanti traversini inchiodati e la slitta era fatta
Alla prima nevicata si bagnava la strada in discesa per favorire la formazione del ghiaccio e a sera,dopo cena, fuori a slittare sotto i lampioni della strada . Che felicità ragazzi . Poi magari arrivava qualche sberlotto della mamma perchè i passanti si lamentavano della strada ghiacciata . Ma lo sberlotto era già preventivato e certamente non smorzava il nostro entusiasmo . Si stava meglio quando si stava peggio ? Siiiiii !
Ricordo la felicità che provavo quando un adulto mi prestava per 10 minuti la bicicletta , non avevamo nulla ma dentro di noi possedevamo un dono che i ragazzi di oggi manca , gioire per i piccoli regali .



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