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Fusse che fusse la volta bbona !

di Livio Serafini

Fusse che fusse la volta bbona !
Negli anni 90 il combattivo Comitato Rione Sassonia (non quello attuale carnevalesco), con il sostegno della Circoscrizione Intra, aveva raggiunto l'obiettivo dell' abbattimento dell’ex "macello", una struttura area fatiscente e pericolosa a cui non è seguita quella dell'ex Camera del Lavoro in quanto soggetta al "niet" della Sopraintendenza Regionale dei Beni Culturali.
Il portavoce del succitato Comitato ha continuato in veste di Presidente di Circoscrizione a far pressione sull'Amministrazione Comunale perchè si trovassero cavilli o contatti con la Sopraintendenza al sol fine di demolire un edificio che, con l'avanzare del tempo, andava peggiorando sia nell'aspetto che nella tenuta strutturale, diventando nel contempo rifugio e cimitero per topi e piccioni.
La soluzione è arrivata quando l'ex Sindaco Zanotti ha proposto di innalzare in P.zza Flli. Bandiera il teatro cittadino nel cui progetto si contemplava anche la ristrutturazione del fantomatico edificio la cui destinazione poteva essere di vario tipo (poste, toilettes per i mercatali al pian terreno, centro amministrativo del teatro, ecc)
Alle susseguenti elezioni Amministrative, i cittadini, con una svolta politica a U, hanno eletto un personaggio decisamente a 360° rispetto alla storia politica verbanese, che ha esordito il suo mandato confutando il progetto Zanotti per poi spostare il teatro, oggi denominato CEM, in zona Arena, quindi il problema Camera del Lavoro è tornato d'attualità.
Terminato il mandato circoscrizionale, il sottoscritto, in qualità di semplice cittadino, dato che l’interesse per la questione è sfumato, ha raccolto con l’aiuto di molti amici 800 firme tra i residenti nel quartiere per far pressione sul Sindaco di allora sollecitandolo a sfruttare le conoscenze parlamentari con l'intento di porre la parola fine a tal degrado che evidentemente cominciava ad essere un elemento imbarazzante per il decoro urbano...
Il resto è storia nota..
Con molta attenzione e incredulità, leggo sul La Stampa del 13 ottobre l'annuncio del Sindaco che manifesta l’intenzione di abbattere quell’ormai rudere presente in piazza Mercato; ma quello che più mi entusiasma è che finalmente i "parcheggi” ivi presenti diventeranno finalmente PIAZZA, termine che ricorda luoghi di socializzazione, dove ci si ritrova per discutere, passeggiare, leggere osservare…
Quindi bene ha fatto l’amministrazione comunale ad approfittare dell'esclusione dell'ex Camera del Lavoro dall'elenco dei beni culturali tutelati dalla Sopraintendenza per ipotizzare una diversa soluzione.
Stia pur certo, inoltre, il giornalista estensore dell'articolo sul La Stampa che il precedente Sindaco sarà ricordato per ben altre e note vicende e per i pensierini che i cittadini gli dedicheranno quando dovranno sborsare denaro (sine die) per il mantenimento del mostro cementizio dell’Arena.
Ed ora attendiamo che, dopo gli annunci, ci siano i fatti.



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