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La noia dei talk show e le "ganassate" sul mercato del lavoro

di Livio Serafini

La noia dei talk show e le "ganassate" sul mercato del lavoro
Immaginate la scena. Famiglia italiana seduta al tavolo da pranzo, padre, madre e figli discutono delle più urgenti riforme: ce la compriamo la macchina nuova? Il dibattito si fa infuocato, chi la vuole cabriolet, chi rosso cardinale, chi propone il modello più sportivo e chi si spinge per i sedili in pelle, finché una voce si alza, timida, e chiede: ma ce li abbiamo i soldi per comperare la macchina nuova? Ecco una cosa su cui sono tutti d'accordo: NO!
Per quanto surreale la scena assomiglia da vicino allo svolgimento dei principali talk show di attualità: persone che discutono del mercato del lavoro teorizzando scenari tedeschi o danesi, per poi concludere che sì, sarebbe bello, ma i soldi ci sono? NO!
A quel punto scatta il solito amabile trucco: le due fasi. Constatando che l mondo del lavoro ha due grandi componenti-lavoro garantito, si fa per dire, e lavoro precario, si propone di togliere garanzie al primo per poi darle a tutti. Prima fase: via alcuni ammortizzatori (art. 18, cassa integrazione).Seconda fase: felice redistribuzione di ammortizzatori e diritti.
Naturalmente quello che può capitare tra la prima e la seconda fase appartiene all'imponderabile: elezioni, cavallette, mutamento del quadro politico, acuirsi della crisi, inondazioni eccetera. Come dire che, mollati i diritti che rimangono e il welfare che resta, poi si vedrà, sempre se troveremo i soldi che al momento non ci sono.
Tornando alla nostra famiglia riunita in conclave si potrebbe riassumere così: prima fase: papà vende la Panda, i ragazzi vendono la bicicletta e il motorino, la mamma rinuncia al parrucchiere. Seconda fase: i soldi per la macchina nuova non ci sono comunque, e se per caso il figlio Giovanni si rifiuta di vendere la bici, fa resistenza, avanza qualche dubbio, si becca del conservatore e del gufo.
Immaginiamo l'entusiasmo con cui milionari, alti redditi ed evasori fiscali assistono ai dibattiti televisivi di questi giorni: di oneri per le imprese non si parla, di soldi da trovare dove i soldi ci sono non se ne parla ecc. La riforma del lavoro pare una partita di giro tra lavoratori, in sostanza un affare interno tra padri sfigati garantiti con la cassa integrazione e figli sfigati non garantiti che non hanno nemmeno quella.
Tutti gli altri ridono di gusto!

PS: un pensiero lo dedico a quei lavoratori che hanno donato due euro alle primarie per garantirsi un licenziamento!



1 commento  Aggiungi il tuo

Vedi il profilo di Giuseppe Federici Progettualità e risorse
Giuseppe Federici
11 Ottobre 2014 - 18:49
 
Accertato che le disponibilità ci sono ma non si vogliono toccare (leggasi poteri forti) quello che dovrebbe preoccupare di più è la carenza assoluta di una progettualità. Perché quandanche si dovessero reperire i fondi in che cosa verrebbero investiti se manca un piano strategico industriale. Dove sono le idee da realizzare per costruire un nuovo futuro?



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