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Sulla sanità: risposta a Mirella Cristina


Sulla sanità: risposta a Mirella Cristina

Ancora una volta si ripete una modalità disinformata e superficiale per esprimere giudizi poco documentati e fuorvianti. E’ accaduto per la questione “intervista televisiva sul CEM”, quando l’Avvocato Cristina mi ha accusato di avere preconcetti e steccati mentali tali da impedirmi di entrare nella struttura per rispondere alle domande, senza sapere che era stata una scelta tecnica condivisa con la regia e che altri due candidati avevano fatto lo stesso.
Oggi mi viene imputato di essere contrario ai Nuclei di Cure Primarie e di interferire, pertanto, in modo negativo sui benefici che essi potrebbero portare al benessere e alla salute dei cittadini. Ritengo necessario raccontare all’Avvocato Cristina e alla città alcune informazioni per contribuire a una maggiore chiarezza sulla situazione.

Nell’estate 2010, l’Equipe Territoriale dei Medici di Medicina Generale Verbania Est, da me coordinata, ha presentato al Direttore Generale dell’ASL un progetto per l’attivazione di un Nucleo di Cure Primarie. Il servizio proposto prevedeva il trattamento di interventi da “codice bianco” (per 15.000 pazienti) all’interno di una struttura poliambulatoriale condivisa da 11 medici, i quali avrebbero comunque mantenuto attivi i loro studi professionali individuali. Il progetto, come molti altri analoghi, non è stato finanziato dallaRegione. Continuo a pensare che il NCP possa essere una grande risorsa per i cittadini. Deve, però, basarsi su progetti concreti e non può mettere in discussione la capillarità degli studi medici sul territorio, peculiarità e vera ricchezza della medicina di famiglia.

Un' affermazione come “ma si sa, nel Gruppo il medico ha paura di perdere la propria individualità nei confronti del paziente” non tiene conto del fatto che il problema sia esattamente il contrario. Nella maggior parte dei casi è il paziente ad aver paura di perdere la propria individualità nei confronti del medico.

Dei Centri di Assistenza Primaria e delle loro criticità non ho mai taciuto, anzi. Ne ho parlato durante l’incontro sulla sanità al Chiostro, promosso dal Comitato Salute VCO. Mi pare che fossero presenti tutti i Candidati Sindaco.

Per finire, tra i tanti punti sui quali ci si potrebbe soffermare a riflettere, ne scelgo uno che mi ha particolarmente stupito.

“Bava sa, ma non lo dice, che negli ospedali ci sono pazienti che entrano codici bianchi ed escono verdi…” Una dichiarazione che può, forse, essere accettabile se pronunciata a livello di battuta salottiera, seppure di cattivo gusto. Diversamente, credo che l’Azienda Sanitaria avrebbe il diritto e il dovere di chiedere le prove di un’accusa piuttosto grave sulle modalità di gestione dei codici di priorità da parte del suo DEA.



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