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riflessioni, informazioni e approfondimenti sulla realtà verbanese : La voce della città
POVAR FIUM

POVAR FIUM

di Livio Serafini

Premessa: chiedo venia in anticipo a chi ha la bontà e la voglia di leggermi perchè data l'età e la memoria che a volte fa cilecca, corro il serio rischio di ripetermi.
Dunque....per i fumatori di toscani(non i toscanelli che sono ada) gli spazi per esercitare tale vizio sono sempre più ristretti perchè sono sempre di più quelli che confondono il profumo con la puzza, e fra questi ultimi si è inserito anche mio nipote di quattro anni che, su istigazione della nonna, non perde occasione per redarguirmi sulle famose "puzze".
Ho quindi deciso di trovarmi un luogo neutro in cui possa "spipazzare" in santa pace il mio toscano "Garibaldi" e l'ho individuato nella pista ciclopedonale di recente costruzione che si estende dal ponte nuovo verso il lago. Seduto su quelle che i moderni architetti e disegnatori chiamano panchineImmagine 2 che sono sì larghe, ma la seduta è per due persone di media taglia; ce ne sono solo tre e ne capisco la ragione...data la "comodità" della seduta si suppone che ci sia rotazione...
Passa di lì Ul Togn, unico superstite assieme allo scrivente della banda della via Roma alta, che, pur pesando esattamente come i suoi anni, circola ancora con la bicicletta da corsa...l'è diventà sturn me 'na campana, ma u gà 'na memoria da fer....
Gli faccio notare che, da questa posizione, il fiume non si vede proprio perchè è coperto da alberi di alto fusto e di poco pregio e che, tendendo l'orecchio(ma non è il suo caso), non si sente più il rumore dell'acqua.
Già, il "nostro" fiume, quello in cui siamo cresciuti giocando a fare la capanna, facendo i falò, prendendoci a sassate con quelli della sponda opposta, cimentandoci in discussioni calcistiche o ciclistiche seduti sui suoi sassi che battevamo uno sull'altro per stordire i pesci...non esiste più...
Il bosco si è inghiottito il San Bernardino, oggi ridotto ad un rigagnolo.Immagine 3
L'argine di allora era costituito da una fila ordinata di alberi uguali a quelli che ornano piazza F.lli Bandiera, ex Piazza d'Armi;le sponde erano lisce e il fiume, quando inevitabilmente nei mesi autunnali era impegnato a smaltire le "buzze",lo faceva con una certa facilità data la scorrevolezza dell'acqua che non trovava impedimenti.
Mi sovviene l'immagine del "Tiglio", grande pescatore dotato di una forza fisica eccezionale,legato ad una corda in vita e trattenuto da amici o parenti, inoltrarsi nell'acqua brandendo una lunga pertica uncinata per arpionare le "bore" più grosse,accatastarle sull'argine per farle asciugare per poi porvi sopra una pietra, segno inequivocabile di proprietà, così nessuno e per nessuna ragione le avrebbe toccate....poveri sì, ma galantuomini!
Provate a pensare alle conseguenze di una vera piena oggi,perchè quelli della mia generazione di "buzze" eccezionali ne hanno viste parecchie. Credo che allora piovesse di più e in modo più regolare, non c'erano le bombe d'acqua attuali che danno solo la sensazione di molta pioggia.
Le buzze di allora sono arrivate quasi a lambire la sommità dell'argine con quell'acqua marrone che incuteva terrone, ma anche fascino, il cui frastuono si sentiva giorno e notte.
Bene, cari lettori, facendo i dovuti scongiuri, immaginate una piena così oggi in queste condizioni...
Non sarebbe opportuno un occhio di riguardo alle condizioni attuali del nostro torrente? Non si potrebbe pensare ad uno stanziamento per la pulizia degli argini e l'abbassamento del letto? Perchè nel frattempo non si pensa ad un impegno della la Protezione Civile locale(di cui faccio parte) che con gli immigrati stanziali come supporto possa procedere ad una prima pulizia in attesa di una definitiva bonifica?
Queste sono le cose discusse con il Togn, ma nel frattempo le piante e i rovi sono cresciuti di un millimetro.
Il Far West in Sassonia

Il Far West in Sassonia

di Livio Serafini

Immagine 2La Sassonia,popoloso quartiere verbanese, è noto non solo per le case popolari, la Casa Ceretti, la Ex Camera del Lavoro(demolita)e, per i più attempati, per il "Gatt russ" ovvero la nota Casa di tolleranza, ma soprattutto perché parte del suo territorio è un enorme parcheggio che ospita centinauia di macchine per tutta la settimana, fatta eccezione per il sabato, giorno di mercato, quando le "piazze" ( si fa per dire) sono occupate dagli ambulanti.
La domanda che sorge spontanea è:"Ma le macchine che per tutta settimana sostano lì, dove vengono parcheggiate?"
Bella domanda a cui non so rispondere...in compenso so, da abitante del rione,cosa succede in quella particolare giornata di sabato nella parte nord del quartiere e precisamente in via Roma, via Perassi, via Palestro, via Marsala, via Milazzo e via Volturno.
Il caos, che più avanti descriverò, è più o meno intenso secondo stagione: nel periodo invernale si nota un po' meno, in quello estivo sfiora il ridicolo e la situazione si protae ormai da anni con peggioramenti evidenti dovuti all'aumento delle auto in circolazione.
Nelle vie succitate si parcheggia ovunque, dove per ovunque si intende: in divieto di sosta, sulle striscie pedonali, in curva, contromano, sui marciapiedi, sugli scivoli per disabili e dove esiste qualsiasi anfratto atto alla sosta; per contro i pedoni sono costretti a camminare in centro strada essendo occupato lo spazio a loro riservato.
Le "soste selvagge" si protraggono anche oltre la fine del mercato con l'assenza totale dei vigili.
Ho riferito la situazione, allegando foto, alle redazione di un settimanale locale, ho informato le Autorità competenti, Sindaco compreso...niente!
La settimana scorsa mi sono trovato un' auto parcheggiata nel mio cortile e, alle mie rimostranze, mi sono sentito rispondere con tono anche risentito: "Ma qui si parcheggia dappertutto..." già dappertutto....
A questo punto posso, anzi se mi è consentito, voglio sapere in base a quale disposizione o delibera si può sostare in Sassonia come sopra descritto?
Confido in una risposta esauriente che mi eviti la "rogna" di rivolgermi ad altre Autorità perchè voglio essere libero di sostare nel mio cortile quando necessita e anche per veder rispettate le regole, come mi hanno insegnato i miei genitori... e questo deve valere erga omnes.
Consigli per gli acquisti

Consigli per gli acquisti

di Livio Serafini

Immagine 2"La pubblicità è l'anima del commercio" si diceva un tempo. Affermazione più che condivisibile, senza pubblicità non sapremmo dell'esistenza di certi prodotti e delle loro caratteristiche che potrebbero migliorare il nostro personale benessere...
Una pubblicità garbata e non invadente e cafona come quelle che ad ogni momento della giornata ci propinano le varie reti televisive e il web, per non parlare della cartellonistica stradale.
Pubblicità sterili e assillanti, sempre le stesse fino a sfinimento e a intervalli fissi e inderogabili....stiamo assistendo all'esposizione di un concetto da parte dell'intervistato...Zac,nel bel mezzo...pubblicità senza preavviso; per vedere un film, che hanno ripescato per la trentesima volta nelle cineteche dell'era paleolitica, occorrono dalle 3 alle 4 ore...pubblicità si diceva...ed ecco due naufraghi su un'isola che giocano a carte con due pupazzi da loro costruiti e si arrabbiano perchè (loro) perdono sempre.....c'è la stangona seminuda che, ondeggiando sulle anche un piede davanti all'altro in un contesto surreale, con occhi stralunati sussurra: J'adore...al profumo e vuoi mettere che soddisfazione quando sei a tavola sentirti consigliare medicine per la stitichezza o per la dissenteria...hai il catarro? prendi questo...il fraticello che imbocca il fratello con una pozione per la tosse secca, perchè se fosse grassa..beh allora esiste quest'altro prodotto e se hai delle perdite urinarie affidati a questo marchio...buon appetito!
Quanto mi manca il Carosello degli anni '50 con le sue cinque rappresentazioni sempre differenti ogni sera, erano dei veri siparietti interpretati da grandi attori, uno spettacolo serale imperdibile.
Un Franco Volpi, vestito da ufficiale con tanto di mustacchi impomatati, molleggiava sulle gambe, sigaro in mano e pronunciava solennemente:"L'è tuta 'na lusinga, dura minga dura no, vive solo chi non se la prende e cantare sempre può....fino dai tempi dei Garibaldini...China Martini"...spettacolare...
Il grande Ernesto Calindri seduto ad un tavolo al centro di un crucevia esaltava le proprietà del Cynar contro il logorio della vita moderna, e il sempre attivo e scattante milanese "bauscia" Tino Scotti proponeva come lassativo il delizioso Falqui "basta la parola"... e quell' Ispettore Rock, magistralmente interpretato da Cesare Polacco, ad un certo punto confessava "anch'io ho commesso un errore..non ho mai usato la brillantina Linetti" ... e l'indimenticabile Calimero "non mi guardano perchè sono nero...ma no! sei solo sporco"...e poi il sempre rimpianto Ubaldo Lai nei panni dell'ispettore Sheridan per reclamizzare il Bianco Sarti...
Il mondo va a rotoli, diceva l'inventore della carta igienica (ai mie tempi per "andare in quel posto" si usavano i giornali, così come i barbieri usavano le schedine del totocalcio per ripulire i rasoi dalla barba)e, a tal proposito, consiglierei ai produttori dei "rotoloni che non finiscono mai" di stampare sui rotoli le facce di quelli che oggi, con eufemismo, chiamiamo impresentabili, oppure, a richiesta, le facce dei tuoi avversari politici sai che goduria andare alla toilette! E sono convinto che anche gli stitici ne trarrebbero giovamento ahahahah !!!
Buona giornata a tutti!
Nèmm a faa ul bagn...

Nèmm a faa ul bagn...

di Livio Serafini

Immagine 1Non voglio scadere nel retorico con le solite frasi fatte, ma sicuramente non ci sono più le mezze stagioni, o fa freddo o fa caldo, e non mi addentrerò a disquisire sulle cause del muamento climatico dove le scuole di pensiero sono le più variegate, ma siccome fino all'altro ieri le temperature non erano molto generose e improvvisamente si scoppia dal caldo e il fisico, non essendosi gradatamente adattato alle nuove temperature ne risente in modo rilevante, ho deciso, anzi, a ben guardare mio nipote Filippo ha deciso di andare a cercare un po' di refrigerio al lago.
E qui sorge il problema...di prendere la macchina, trovare parcheggio e lasciarla arroventare sotto il sole non se ne parla nemmeno, quindi troviamo una spiaggia a Intra.
Dico subito, che per ragioni personali non frequento più l'Arena, al Cavallotti non esistono spiagge perchè il livello del lago è alto e poi, diciamocelo, ci sono due scarichi fognari....lasciamo perdere, quindi fiume San Bernardino.
Vi prego di credermi che dall'ultima in cui sono andato al fiume sono trascorsi 60 anni e, come ben potete immaginare, dopo aver sistemato il nipote e attrezzature varie(secchiello,paletta, formine che sono le cose che da generazioni i bambini usano a contatto con l'acqua)la memoria è tornata a quando si saltava da un sasso all'altro con l'agilità di un capriolo... sento ben distinte le voci dei tanti compagni di avventura, voci acute per sovrastare il "rumore" dell'Acqua, vedo le capanne costruite con i mezzi di fortuna che il fiume ti fornisce e con l'occhio sempre vigile per evitare di essere facile bersagglio di generose sassate gentilmente offerte da "cui da Sanbernardin" e ricambiate con altrettanta gentilezza...mi sovviene di bernoccoli e di "storte" procurati in pricipitose fughe.
Il nostro punto prediletto, come ho già avuto modo di ricordare, era il famoso "SASS RUSS" di colore ruggine che spuntava dall'acqua tanto da fungere da trampolino per gioiosi tuffi. Il saper nuotare era requisito essenziale per guadagnarsi il rispetto altrui perchè, altrimenti, chi per vari motivi non era portato alla pratica del nuoto, se cercava di intervenire nelle discussioni che sorgevano su qualsiasi argomento fra giovincelli, era subito tacciato con un velenoso "ti tass che ti sée gnanca bun da nudà......" e amen!
Certo, c'erano molti pericoli come i vetri rotti, i sassi scivolosi ricoperti di "lita" verdastra e soprattutto quegli strani aggeggi ben segnalati con grandi raffigurazioni sui manifesti affissi in tutta la città...i residui bellici e nello specifico le bombe a mano inesplose.
Vedo il Mario Bergamelli con il suo fisico possente sollevare grossi massi e scagliarli su altri sassi per "stordire"" bi pesci, l'Ermes che era un'anguilla nel fare i tuffi, ul Togn che aveva una revelenziale paura per l'acqua e se ne stava appollaiato su un sasso a debita distanza dall'odiato liquido......

...ma "Nonno, non vieni a giocare con meeeee?"
Già, sono diventato nonno...
Reminiscenze

Reminiscenze

di Livio Serafini

Immagine 1Gli adagi popolari sono perle di saggezza e non sbagliano mai...
"Par San Vitur ul paltò u sa porta cun unur"...infatti in questi giorni 12°C e acqua a catinelle, quindi possiamo aggiungere "Ul temp, ul cù e i donn i fan cume i vonn".
Ma la buona notizia è che stiamo entrando veramente in estate, già l'estate, ma la primavera? Chi si ricorda di quelle primavere tiepide, dense di profumi floreali e tanto attese dopo inverni veri, freddi e con abbondanti nevicate già ad ottobre...
Ci si vestiva a "cipolla" perchè..."Ad aprile non ti scoprire, maggio adagio e giugno apri il pugno" e finalmente estati lunghe che non finivano mai...
Si giocava in strada anche dopo cena a "burliscia", ai quater cantun, alla cavallina a nascundass; nel nostro rione si preferiva andare al fiume San Bernardino, anzichè al lago per fare il bagno, e segnatamente al "sass russ" luogo situato fra l'attuale Ufficio Tecnico e il ponte del Plusc. Si pescava battendo un sasso sull'altro per stordire i pesci, allora abbondanti, che sostavano sotto...che gioia, che spensieratezza, e alle 16 circa merenda, abitudine che si è tenuta per anni e, con buona pace delle attuali "merendine" o "barrette" piene di additivi, olio di palme e " sfasciafegati" vari, si optava per un sano pane e salame o meglio pane e cioccolato rigorosamente targato Nestlè e qualcuno, proveniente dal sud, pane olio e origano.
Dicevo che si è mantenuta nel tempo l'abitudine della merenda, effettivamente anche da giovanottello grazie al fatto che "l'erba del vicino è sempre più verde": infatti, nonostante le varie osterie locali a disposizione(Osteria della Pace, Cappelloo verde,Pacific, Rosa Bianca, Malgarini ecc), ci si spostava a Possaccio dal leggendario "Segiatt" per gustare la sua squisita "furmagèla" e bere del sano vino in la "squela", il tutto accompagnato dall'immancabile cantata a cui si aggregavano anche gli altri presenti. Serenità d'animo e predisposizione a stare in compagnia, in sana allegria...che bella gente...
"Il canto è come una preghiera" diceva sempre il Romano....non so cosa volesse dire, ma adesso ho gli occhi lucidi....
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