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amarcord

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amarcord - nei post
I cassetti - 6 Febbraio 2016 - 13:38
di Livio Serafini
amarcord 2 - 9 Febbraio 2015 - 22:57
di Livio Serafini
amarcord SASSONIA - 29 Gennaio 2015 - 18:56
di Livio Serafini
amarcord - Cosa diceva la Lega sui costi del Teatro? - 31 Luglio 2010 - 08:06

amarcord - 2 Giugno 2010 - 10:04

amarcord - nei commenti
Baracùn - 27 Gennaio 2016 - 19:43
amarcord baracun
Com'è, come non è, ma i tuoi interventi vanno quasi sempre a schiacciare quel tastino della memoria che ho dentro di me. I baracconi, dunque: primi anni '60, mese di maggio, mese dedicato per tradizione alla Madonna. Allora tutte le sere si andava in parrocchia al rosario ed alla benedizione. Io, con altri amici, chierichetti con tonaca, attorno al parroco sull'altare. il parroco di allora possedeva una (ora per allora) magnifica VW maggiolone azzurro sul quale, finite le funzioni, come premio per la nostra assidua partecipazione alle funzioni, ci caricava in sovrannumero e ci portava ad Intra ai baracconi. E ci pagava dei grandi giri sulle autoscontro o sul calcinculo, o sugli aeroplanini che facevano su e giù.Lui, ovviamente, non saliva: a quei tempi i sacerdoti non usavani il clergyman o vestirsi in modo da civile; con la sua bella tonaca nera stava a guardarci beato ai bordi della pista.Talora portava con noi anche sua madre e sua sorella che, nubile, gli faceva da perpetua: anche loro talora fruivano dei baracconi, specie quelli dgli specchi deformanti che tu hai ben ricordato ene uscivano, come dirfebbe Camilleri "scantate".. Permetti una digressione sul tema: durante la funzione si usava molto il turibolo per l'incensamento. Tra le pie donne che non mancavano mai una funzione ce ne era una, ricordo si chiamava Virginia, già di una certa età, che era la "capa" del coro, quella che dava l'intonazione ed il via al "Noi vogliam Dio". Tutte le sere poco prima che la Virginia in iniziasse ad intonare l'inno, il prete ci schiacciava l'occhio destro: ciò stava a significare che noi chierichetti dovevamo versare nel turibolo una quantità fantasmagorica d'incenso: per il solo gusto di ridacchiare sentendo come la Virginia iniziava a tossire. Grazie ancora una volta caro Livio, per avermi fatto tornare alla mente ricordi che avevo dentro di me ma dei quali non avevo più sentore.
POVAR FIUM - 8 Settembre 2015 - 13:54
fiumi e torrenti
Azzeccatissimo e simpatico come smpre il commento di Livio, reso ancora più piacevole dai suoi "amarcord": il problema è reale e non riguarda solo il San bernardino ma tutti , e dico tutti, i fiumi ed i torrenti che sfociano nel lago, almeno sponda piemontese. Fino ad ora ci sono state solo tante promesse ma nessun intervento concreto, intervento che, per essere incisivo, non può essere effettuato da semplici associazioni di volontariato che non hanno i mezzi tecnici ed operativi (inteso come macchinari) necessari, Comunque la proposta di prestarsi come mano d'opera è lodevole: ancora una volta deve arrivare il privato ove ignobilmente non arriva lo stato.
Amarcord 2 - 14 Febbraio 2015 - 10:56
livio e lupus...
Me li vedo i due... Seduti al tavolo di un'osteria davanti a due bicchieri di rosso....scopriranno di essere parenti????A questo punto aspetto con impazienza il seguito di amarcord, quando Livio e i suoi amici scoprirono i tusann. Sarà simpatico e gradevole come abbiamo imparato a conoscerlo. Fate i bravi!!!!!!!
Amarcord 2 - 12 Febbraio 2015 - 20:19
Il Brusa della Croce Rossa
Nel suo "amarcord 2" Livio ha citato il Brusa della Croce Rossa. Il Brusa e mio papà erano amici. Mio papà ha sempre avuto problemi con i reni e soffriva sovente di calcosi, patologia che aveva come conseguenza la necessità di interventi chirurgiri per l'asporatazione dei sassi. In una di queste dolorose ( e lo erano davvero fisicamente) crisi doveva essre ricoverato in un ospedale di Milano,dove avrebbero dovuto anche intervenire con una plastica renale ma il posto non si trovava mai. Vedendo le sofferenze di mio padre il Brusa gli disse (il dialogo si svolese in dialetto ma io traduco) : Senti Mario preparati che io ti porto a Milano con la mia ambulanza e vedrai che ti faccio ricoverare subito; tu devi solo dire che hai un gran male e che del resto non sai niente- Mio padre, che si fidava ciecamente del suo amico Brusa, si adeguò. Partirono con l'ambulanza di allora ( un veicolo che oggi farebbe ridere) e, arrivati a Milano, il Brusa portò mio padre in....cardiologia. Lì lo lasciò solo soletto su una barella con la lettera del medico curante appoggiata sulla coperta e subito ripartì per Intra. Dopo qualche momento un' infermiera notò mio padre e gli chiese cosa ci facesse lì sulla barella, Mio padre, seguendo le istruzioni del Brusa, si lamento forte del suo mal di reni e quanto al resto disse di non sapere nulla se non che li lo aveva portato la Croce Rossa. L'infermiera lesse le carte e subito disse: -Ma lei deve andare in nefrologia, non in cardiologia!- Mio padre continuò nelle sue ( per altro vere lamentazioni) e l'infermiera provvide subito al trasloco nel reparto di nefrologia. Come fu, come non fu, il giorno dopo mio padre venne operato, gli asportarono la sua sua dose di calcoli e gli praticarono la plastica al rene, e quando fu ora fece un felice ritorno a casa. Per molti anni ,quando si incontravano con il Brusa, ridevano a crepapelle ricordando la furbata. Grazie ancora adesso caro Brusa dal figlio del tuo amico Mario.
AMARCORD SASSONIA - 1 Febbraio 2015 - 11:58
amarcord
bravo, molto bello, mi manca questo passato intrese, avendo girovagato nella mia infanzia fra Lesa e Milano.
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